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Progetto Educativo

1.             SPORT IN ORATORIO

L’obiettivo principale dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Oratori Valle del Lujo consiste nell’offrire un servizio educativo nella Comunità cristiana offerto alle frazioni di Abbazia/Casale/Dossello/Fiobbio/Vall’Alta attraverso il “linguaggio” dello sport.

….       un servizio educativo

            Siamo convinti che la pratica sportiva possa essere un grande strumento educativo, se non è ridotta a fatto agonistico spesso mitizzato o a semplice riempitivo del tempo libero.

            Significativi elementi educativi dello sport possono essere individuati nel campo dello sviluppo psico-fisico e nelle relazioni interpersonali, nei comportamenti che richiedono sacrificio di sé, lealtà autocontrollo, perseveranza nel raggiungere un obiettivo, nella gratuità e nel disinteresse di chi coglie nello sport un’occasione per migliorare sé e gli altri. Ed è questo modo di concepire lo sport che ci sta a cuore.

….       della Comunità cristiana

            L’Associazione Sportiva Dilettantistica Oratori Valle del Lujo è inserita nel cammino degli Oratori che, per sua natura, è il luogo messo a disposizione dalle Parrocchie per bambini, adolescenti e giovani con l’intento di educarli a riconoscere la preziosità della proposta cristiana. È la comunità che scommette sullo sport e quindi se ne fa carico, indicando le linee educative, approvando la scelta degli Educatori e dei Dirigenti e curandone la formazione, coordinando le attività della A.S.D.

….        attraverso lo sport

            Il fine dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Oratori Valle del Lujo è concorrere all’armonica e integrale crescita del ragazzo, più che dell’atleta.

            La rigorosità dell’impegno nel vivere la disciplina sportiva non ha come fine il raggiungimento di risultati in campionato, bensì la crescita del ragazzo. Lo sport è un nobile mezzo, ma non un fine.

2.            L’EDUCATORE SPORTIVO

Considerazioni generali

Noi riteniamo che lo sport inteso come semplice apprendimento del gesto motorio non può essere educativo per se stesso, ma assume valore in relazione allo stile con cui viene proposto e praticato. Questo stile dipende in gran misura dagli Educatori Sportivi.

            A nostro parere, infatti, in ogni esperienza educativa, prima delle parole e anche prima delle attività, vi deve essere la figura di chi educa.

            Visto il fascino che lo sport esercita sui giovani ed il molto tempo che essi trascorrono con il loro allenatore, questa figura diventa una figura educativa non certo di secondo piano.

            La nostra società sportiva ne è consapevole e non esita a riconoscere ed a richiedere a tutti i responsabili ed allenatori di squadra il ruolo di Educatori.

Aspetti particolari

            Al dirigente sportivo della David, così come a quelli di ogni altra società esistente sul nostro territorio, prima di ogni altra considerazione in merito, sono affidate delle persone.

            Queste persone, non bisogna dimenticarlo, prima di essere atleti sono e devono essere considerate quali esse sono: bambini, ragazzi, adolescenti e giovani che, all’interno della nostra società, devono trovare la possibilità di percorrere un effettivo ed efficace cammino di crescita sia sportiva che educativa.

            Ai propri allenatori la A.S.D. Oratori Valle del Lujo chiede che essi siano oltre che “allenatori di muscoli abili ed organizzai” anche “maestri di vita” capaci di fungere da guida, esempio, punto di riferimento per i ragazzi loro affidati.

            Del rispetto di tali finalità e linee guida se fanno garanti i Responsabili di settore ed il Consiglio Direttivo il quale interviene in prima persona nella scelta o nella riconferma di un allenatore.

            Naturalmente tale figura, in quanto ad essa affidati ragazzi perché facciano ed apprendano una attività sportiva, deve essere in possesso delle necessarie capacità e conoscenze tecniche della disciplina che è chiamato ad insegnare e per tale motivo, il Consiglio Direttivo, promuove nel corso dell’anno la partecipazione dei propri allenatori, dirigenti e responsabili la partecipazione a orsi di formazione organizzati espressamente per loro dal C.S.I. Comitato di Bergamo, dalla pubblica amministrazione e dalle squadre professionistiche presenti sul territorio provinciale.

            I responsabili delle nostre squadre debbono tendere ad essere sia allenatori, competenti e preparati nella tecnica sportiva, sia educatori, capaci di rapportarsi con i ragazzi loro affidati, in maniera serena, di creare un ambiente armonioso ed idoneo alla crescita ed alla formazione umana di ogni singola persona.

            Per tale motivo, nelle considerazioni generali che precedono, si è inteso, in luogo dell’inflazionato e restrittivo termine di allenatori, riconoscere nei nostri dirigenti il termine di educatore sportivo.

            È negli Oratori della Valle del Lujo l’ambiente in cui l’educatore sportivo opera, gli si chiede, per questo, di conoscere bene e condividere di fatto gli obiettivi e le finalità contenute nel progetto educativo per applicarli nella squadra di cui si occupa.

            All’educatore sportivo è chiesto di saper collaborare con le altre figure educative presenti, perché insieme come comunità, si è al servizio degli stessi ragazzi, senza assolutizzazioni della propria realtà o inutili irrigidimenti, ma operando in sintonia e fiducia reciproca.

Preoccupandosi dei ragazzi gli allenatori e i dirigenti non dimentichino che i primi educatori sono i genitori, con essi coltivino un rapporto di cordiale attenzione, di aiuto per vero bene del ragazzo, suscitino collaborazione per la squadra e garantiscano di essere gli unici a decidere circa le scelte tecniche della squadra.

            La figura dell’educatore sportivo nell’Associazione Sportiva Dilettantistica Oratori Valle del Lujo è quella che si riconosce nel volontariato gratuito, perché ciò esprime più chiaramente il servizio che è lo stile della comunità cristiana e aumento l’incidenza della testimonianza e l’efficacia della proposta.

            Vogliamo ricordare alcune virtù di un educatore sportivo: la pazienza, il dominio di sé, la fermezza mai ispida ma coniugata con la dolcezza e il rispetto dei ragazzi e delle loro famiglie, la capacità di dare e ricevere fiducia, di perdonare e di chiedere scusa.

3.        I RAGAZZI E GLI OBIETTIVI EDUCATIVI

            I ragazzi, gli adolescenti e i giovani di qualsiasi condizione sono i soggetti e i protagonisti A.S.D., e siamo certi che le loro esigenze più vere non sono di natura tecnica ma educativa nel senso più pieno di questa parola. E per la loro educazione attraverso lo sport, la nostra Comunità ha fato sorgere e continua a scommettere sulla A.S.D. .

            Per la loro crescita individuiamo alcuni valori di riferimento, che sono gli obiettivi a cui tendere nel lavoro educativo. Essi vanno poi declinati in maniera diversa secondo le fasce d’età: ragazzi (6-11), preadolescenti (11-14), adolescenti (14-18), giovani (over 18).

Educare alla gratuità

            Lo sport è per sua natura un gioco. Esso on ha carattere produttivo, ma è bello e grato per se stesso. È gratuità. Ci sta a cuore che in nostri ragazzi sperimentino gioia e festa, creatività e fantasia, appropriazione della propria corporeità e libera espressività, ricarica interiore, pacificante incontro con gli altri e soddisfazione di dare il meglio di sé.

            Questo è essenziale soprattutto per le fasce d’età dei più piccoli. Il clima in una squadra deve sempre favorire le capacità di stringere amicizie schiette, favorire il coinvolgimento e la partecipazione di ciascuno alla vita della squadra non possono essere soffocati da un rigido criterio selettivo in relazione al raggiungimento del risultato o della spettacolarità.

            Dobbiamo dunque vigilare che tra i ragazzi non si formino rivalità, non ci siano prepotenze o mitizzazioni di nessuno e che la squadra non sia un veicolo di forme di devianza di nessun tipo.

            Davanti ai singoli casi si intervenga con saggezza e tempestività, sentiti anche gli altri educatori e, se il caso, anche i genitori. Sappiamo che la libertà più vera non è mai il frutto di uno stile di vita determinato dalle voglie e dal disimpegno, né tanto meno alla prepotente affermazione di sé.

            La gratuità non deve essere pressappochista o espressione di uno spontaneo “istintivismo”, essa deve essere tale da educare i ragazzi al rispetto delle regole e degli impegni assunti.

Educare all’agonismo

            L’agonismo è una componente insopprimibile della pratica sportiva, il desiderio di vincere e di ottenere risultati è un positivo fattore di stimolo e di miglioramento. Infatti po’ generare e irrobustire grandi virtù: il dominio di sé, la tenacia, la fortezza, lo scommettere sulle proprie risorse, la padronanza del proprio corpo, lo spirito di rinuncia, la fedeltà ai propri impegni. È banale infatti dire «l’importante non è vincere, ma partecipare», ma non vogliamo che questo porti a quelle esasperazioni di risultato e di demonizzazione dell’altro che spesso caratterizzano la pratica sportiva. La competitività non è applicata “contro” l’altro, ma al gioco e alle prove che esso comporta, si gioca insieme, non contro. Il linguaggio e gli atteggiamenti degli educatori mettano in evidenza tutto ciò.

            Vogliamo vivere l’agonismo come rispetto leale delle regole del gioco, capacità di sacrificarsi per un bene superiore, rispetto del concorrente e riconoscimento del suo valore, disponibilità alla collaborazione nella squadra, i ragazzi (specialmente quelli in età adolescenziale) possono trovare in un sano agonismo una grande occasione umanizzante. In questa prospettiva il “tifo” soprattutto dei genitori e degli adulti va educato con rigorosità, la Società riconosce sia la carica stimolante di una buona “tifoseria”, sia i reali effetti deleteri sulla sua azione educativa di un “tifo” volgare e aggressivo. In questo caso la Società si riserva di tutelarsi contro ogni forma di penalizzazione educativa ed economica.

Educare alla sconfitta

            In un mondo che considera solo i vincitori, è un traguardo ambito quello di imparare a perdere senza considerarsi perdenti, da qui dipende in larga misura l’equilibrio emotivo e la tenuta di personalità di chi sta crescendo. Se in squadra c’è una atmosfera favorevole, ci si educa alla sconfitta quando si va oltre lo sterile atteggiamento di cercare scusanti ad ogni costo, di imprecare alla sfortuna o all’arbitraggio, di trovare il capro espiatorio, ma si impara a riconoscere i propri limiti e le cadute di forma senza farne una tragedia, si sottolinea la solidarietà di squadra, si incoraggia a fare quel passo preciso che è mancato in partita. Con questo non si vuole educare all’indifferenza verso la sconfitta, essa è sempre un segnale verso un impegno maggiore, e quindi uno stimolo educativo da non far cadere. Sono preziosi i momenti di confronto di verifica in squadra, di espressioni dei propri stati d’animo e delle proprie sensazioni, che la saggezza dell’educatore sa orientare verso un rinnovato impegno. Non si dimentiche che una sconfitta in partita non coincide necessariamente con una reale sconfitta nella crescita complessiva di sé.

Educare alla vittoria

            Educare alla vittoria è forse più difficile perché l’euforia trascina con sé ogni considerazione possibile, ma anche questo aspetto della vita di squadra necessita di considerazione educativa. La vittoria è una esperienza importante, ci fa comprendere che l’uomo è fatto per andare perennemente oltre se stesso e chi si ferma con godrà mai la pienezza della vita. Un educatore sappia gioire con i suoi ragazzi evidenziandone il superamento di paure la generosità, lo spirito di abnegazione e di dedizione, la nobiltà di stile verso l’altro il concorso corale della squadra per il conseguimento della vittoria.

            Bisogna altresì educare i ragazzi al fatto che una vittoria sportiva è relativa al cammino di crescita complessivo della loro personalità, perché nessuno si illuda che una vittoria sul campo coincida con la vittoria nel grande stadio della vita. Di conseguenza nessuno sia eccessivamente mitizzato, né lo spirito di squadra trascenda nell’arroganza e nel conseguente abbassamento di tono dell’impegno.

4.            LA STRUTTURA

Ci sono alcune parole chiave sulla struttura dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Oratori Valle del Lujo:

a)  la prima parola chiave è CORRESPONSABILITÀ

Il Direttivo, che guida un’associazione, può funzionare bene e raggiungere i suoi obiettivi se i membri hanno coscienza della loro situazione di interdipendenza e se ne accettano le leggi e le conseguenze.Si deve operare con “co-esione” e “cor-responsabilità”. La coesione esprime la situazione oggettiva di un insieme dove le diverse parti occupano ciascuna il posto e il ruolo che le compete. La corresponsabilità esprime l’atteggiamento soggettivo della coscienza dei diversi membri, ciascuno dei quali accetta la parte di responsabilità degli altri, e ciascuno è pronto a rispondere davanti agli altri del proprio compito, assolto con la preoccupazione dell’unità della persona del giovane, che resta sempre il destinatario del proprio servizio educativo sportivo. Questo atteggiamento è facilitato dal fatto che i membri della comunità educativa si sentono non soltanto compagni di lavoro, ma autentici educatori.Un duplice amore sta dunque alla base della solidarietà vissuta nella comunità educativa: l’amore degli educatori da rispettare e da aiutare nel loro proprio compito, l’amore dei destinatari giovani e adulti che hanno tutto da guadagnare dal lavoro coerente dei loro educatori.

b) la seconda parola chiave è AGILITÀ

Centri di decisione identificati, organigrammi che regolino chiaramente la responsabilità, calendari precisi.

Non si vogliono creare maxi strutture la cui gestione appanna la bellezza del lavorare insieme o soffoca la qualità dei rapporti, né calendari sportivi così fitti da dimenticare che tutti (ragazzi o responsabili) hanno una vita più ampia di quella sportiva.

c) la terza parola chiave è FLESSIBILITÀ

Proprio perché parte integrante della vita degli Oratori, gli orari e i ritmi delle attività sportive dovranno essere in sintonia con quelli più ampi della comunità oratoriale. La scelta dei campionati o dei tornei, la loro lunghezza, la loro collocazione in particolari orari è fatta alla luce del complessivo bene della crescita dei ragazzi. Inoltre si conservi sempre la possibilità di concordare lo spostamento di una partita o di un allenamento qualora ci fossero motivi ragionevolmente importanti per il più ampio cammino educativo di quella fascia d’età, senza compromettere la serietà e la continuità che la pratica sportiva richiede.

d) la quarta parola chiave è VERIFICA

Si deve essere attenti alla qualità educativa del proprio lavoro, e almeno annualmente verificare se gli obiettivi del Progetto Educativo sono quelli che realmente si perseguono. È necessario abituare gli allenatori e i dirigenti a farlo normalmente, insieme alla verifica degli aspetti tecnici e organizzativi che sono al servizio di un buon cammino educativo.

e)  la quinta parola chiave è ACCOGLIENZA

Significa saper creare un clima di relazioni interpersonali amichevoli, prima, tra i giovani stessi e, poi fra educatori e giovani, in cui prevale la confidenza reciproca, la spontaneità, il dialogo, la condivisione. È fondamentale l’accettazione dei giovani così come sono, senza troppi filtri che selezionano l’entrata e,spesso, facilitano l’uscita da un ambiente educativo.

Ci sono dei “criteri” di ammissione, pena il dequalificare di reciproca amicizia, stima e responsabilità. Al punto da suscitare nel giovane la consapevolezza che la sua persona ha un valore ed un significato che oltrepassa quanto egli stesso aveva immaginato. E questo mette inazione ogni sua migliore energia.

 L’accoglienza tocca più profondamente quando a coinvolgere il giovane non è solo una persona, ma tutto un ambiente carico di vita e ricco di proposte. Paradigma di ogni ambiente è l’Oratorio: casa che accoglie, cortile per incontrarsi da amici e vivere in allegria, scuola che avvia alla vita, comunità credente che educa alla fede. L’ambiente “oratoriale” non è primariamente una specifica struttura educativa, ma un clima che caratterizza ogni opera educativa.

I rapporti improntati alla confidenza e allo spirito di famiglia, la gioia e la festa che s’accompagnano alla laboriosità e al compimento del proprio dovere, le espressioni libere e molteplici del protagonismo giovanili, la presenza amichevole di educatori che danno fare proposte per rispondere agli interessi dei giovani e suggeriscono nel contempo scelte di valori e di fede, ne costituiscono le caratteristiche principali. In questa opzione vanno individuate diverse scelte.

Si propongono oltre le attività sportive altre iniziative per rispondere agli interessi diversi dei giovani. Queste attività sono luogo in cui le attese dei giovani entrano in contatto con le proposte di valor e di fede degli educatori.

Si cerca di legare le esperienze tra loro attraverso una appartenenza crescente all’ambiente educativo in cui si vive e si opera.

f) la sesta parola chiave è OLTRE

Proprio per nostra concezione di sport che rammenta sempre che l’atleta è un uomo, la A.S.D. si fa carico di stimolare con incontri, attività, feste ed esperienze non solo strettamente sportive, i ragazzi e le loro famiglie. “Oltre” può spingerci a cercare risposte nuove.

5.            CONSIDERAZIONI EDUCATIVE PARTICOLARI

Focalizziamo alcuni aspetti che hanno una notevole rilevanza educativa nella vita della Società.

a) In caso di passaggio di un ragazzo ad un’altra società sportiva, la A.S.D. non si opporrà, perché le famiglie e i ragazzi sono liberi di scegliere ciò che ritengono meglio. Si vuol essere in cordiali rapporti di collaborazione con le altre società sportive, in ogni caso non si stringano accordi che limitino la libera azione della Associazione Sportiva Dilettantistica, nonché la libera scelta della famiglia e del ragazzo. Si mettano anzi in guardia le famiglie (o, se abbastanza grandi, i ragazzi stessi) davanti a possibili abbagli sul futuro sportivo che si prospetta e le si consiglino disinteressatamente e con rispetto.

b)Gli sponsor sono ben accetti e vanno ricercati, ma la formula di sponsorizzazione scelta non comprometta mai il nome della squadra o l’immagine dei ragazzi, ridotti a mero veicolo pubblicitario (la scelta deve essere preventivamente condivisa dal Consiglio direttivo della Società)

c)Una attenzione particolare meritano le squadre dilettanti. Esso sono il termine del lavoro educativo della A.S.D. A tali squadre è richiesto non tanto di essere blasonate da allori sportivi, quanto l’esemplarità per i più piccoli, essi devono poter vedere nelle persone adulte positivi esempi. Inoltre il coinvolgimento dei giovani nella vita della squadra, nella Società deve esser maggiormente sottolineata perché nessuno si senta cliente, ma protagonista della vita della A.S.D.

Li si educhi a collaborare sia nelle diverse forme di servizio sia in quelle educative, tra essi devono essere coltivate le nuove leve educative della A.S.D. In tutto ciò i giovani cristiani che appartengono a quelle squadre hanno un ruolo preciso, condividendo la preoccupazione e la passione educativa della Comunità Cristiana si sentano corresponsabili dei loro compagni e dello stile della squadra, abbiano un ruolo stimolante e trainante, elevando il tono dei rapporti con il proprio stile di vita e mostrandosi tra i primi interlocutori degli educatori.

6.            LE VICENDE DISCIPLINARI

Le vicende disciplinari relative ad un giocatore siano condotte con rispetto sia del ragazzo che della sua famiglia. Un educatore non sia mai lasciato solo nel prendere decisioni disciplinari verso un ragazzo, ma sia coinvolto il Direttivo. Bisogna altresì ricordare che le considerazioni tecniche tattiche sono subordinate a quelle educative, e le prime non possono determinare le seconde. Anche eventuali provvedimenti disciplinari del C.S.I., che sono da applicare, non sostituiscono la valutazione educativa degli educatori. Davanti a situazioni particolarmente delicate è buona cosa che se ne parli con discrezione nelle sedi opportune, sottraendole così al possibile pettegolezzo, in ogni caso se ne parli sempre con il Responsabile Ecclesiale dell’A.S.D. che può avere altri elementi di valutazione.

7.            L’ORGANIZZAZIONE

Il Consiglio Direttivo

La sua composizione

- Il Presidente

- Da un delegato degli Oratori di Abbazia/Casale/Dossello/Fiobbio/Vall’Alta

- Da N° __________ Consiglieri

Il Consiglio Direttivo è convocato dai membri stessi tramite avviso verbale o comunicazione telefonica, ogni qualvolta lo ritenga necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due Consiglieri.

Il Consiglio Direttivo si riunisce sempre da Settembre a Aprile il primo e il terzo Giovedì del mese.

Le delibere di ogni Consiglio Direttivo vengono fatte risultare da  appositi verbali firmati dal Presidente.

Al Consiglio Direttivo spetta di:

a) nominare il Segretario anche al di fuori dei suoi componenti

b)  conferire incarichi specifici per una migliore organizzazione societaria.

c)edigere un piano organizzativo  finanziario di previsione, nonché una relazione accompagnatoria delle attività svolte nell’anno sportivo, da sottoporre all’assemblea dei socie della Società entro la fine di marzo dell’anno successivo per l’esame e l’approvazione.

d)  convocare periodicamente i Responsabili e i Tecnici delle varie squadre ed esaminare l’andamento delle attività.

e) Incontrare ragazzi e genitori unitamente con i Responsabili e i Tecnici delle varie squadre per presentare la stazione o per esaminare l’andamento delle attività.

In caso di dimissioni i membri hanno l’obbligo di comunicare al Presidente della Società, la decisione presa, pur mantenendo la possibilità di adempiere al proprio mandato fino alla conclusione della stagione sportiva in corso.

Ogni tre anni sono previste le elezioni del Presidente e dei Consiglieri.

I responsabili di settore

I responsabili di ogni singolo settore verranno nominati dal Presidente della Società.

Si considera compito peculiare dei Responsabili di Settore l’applicazione del Progetto Educativo, la scelta o la conferma degli allenatori-educatori, in pieno accordo con il Presidente della Società, le verifiche del lavoro svolto alla luce del Progetto Educativo. Il perseguire questi obiettivi è vincolante per i Responsabili di Settore e per tutto il Consiglio Direttivo.

In caso di dimissioni i membri hanno l’obbligo di comunicare al Presidente della Società, la decisione presa, pur mantenendo la possibilità di adempiere al proprio mandato fino alla conclusione della stagione sportiva in corso.

Soci

Sono soci della Associazione Sportiva Dilettantistica Oratori Valle del Lujo e hanno diritto di voto:

a) I Responsabili e gli Educatori di squadra

b) I componenti del Consiglio Direttivo

c)Gli atleti che hanno compiuto il diciottesimo anno di età.

I diritti dei tesserati minorenni vengono esercitati da uno dei genitori o da chi esercita la patria podestà.

A tutti i Soci è fatto obbligo di rispettare le attrezzature e materiale dato loro in dotazione.

Viene altresì fatto obbligo di mantenere, durante le gare, durante gli allenamenti, un comportamento di lealtà e di rispetto nei confronti degli avversari, di lealtà e di amicizia nei confronti dei compagni e degli Educatori, in sintonia con il presente Progetto Educativo e Regolamento per accrescere l’immagine della A.S.D.

Tutti i Soci hanno l’obbligo di presenza a tutte le Assemblee convocate.

Statuto 
Prog. Educ. 
Organigramma 
Recapiti 
Calcio 
Volley 
Passeggiare 
Calcio08-09 
Calcio09-10 
Volley08-09 
Volley09-10 
Torneo2009 
30 ore2010 
Torneo 2010 
30 ORE NO STOP 

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